EXPLOSIVE ORDNANCE DISPOSAL - ATTIVITA' OPERATIVE NOTE

 

1981 / 1989: si calcola che in tale lasso di tempo, il reparto abbia effettuato circa 233 interventi, occupandosi di circa 624 bombe di vario genere (tra queste, 1000 chilogrammi erano ordigni sganciati sull' isola nel corso del Secondo Conflitto Mondiale).



1999: reparti E.O.D. più volte allertati a seguito di presunti allarmi bomba.

 


4 febbraio 2001, La Valletta, Malta: operatore E.O.D. segnala il successo dell' intervento dopo aver personalmente effettuato la rimozione dell' ordigno (foto © Allied Newspapers Ltd.)4 Febbraio 2001: gli operatori entrano in azione a La Valletta per effettuare il disinnesco di un ordigno posto al di sotto di un veicolo pick up civile. Costituita da una scatola metallica contenente gelatina esplosiva e collocata tra la camera di combustione del veicolo ed il tubo di scappamento, la bomba sarebbe dovuta detonare non appena quest' ultimo avesse raggiunto una temperatura tale da causare il surriscaldamento del materiale esplodente, uccidendo sul colpo gli occupanti e proiettando nel raggio di svariati metri i frammenti metallici del pick up. Il casuale rinvenimento dell' ordigno da parte dello stesso proprietario del mezzo, ha consentito l' intervento delle forze dell' ordine locali congiuntamente ad una squadra della polizia scientifica ed agli artificeri dell' A.F.M., i quali, dopo l' evacuazione dell' area, hanno prontamente proceduto al disinnesco della bomba tramite l' impiego di un robot comandato a distanza. L' ordigno è stato successivamente rimosso manualmente da un operatore E.O.D.

 



Postazione di comando mobile degli artificeri dell' E.O.D. ripresa nel corso di un intervento minore nel febbraio 2001 (foto © Allied Newspapers Ltd.)Marzo 2001: sarà probabilmente ricordato dagli operatori E.O.D. dell' Armed Forces of Malta quale uno fra i mesi più impegnativi nella storia del corpo. Durante i primi giorni della terza settimana del mese, una chiamata anonima pone in allerta le autorità preposte alla pubblica sicurezza, riguardo la presenza di un ordigno esplosivo all' interno di uno dei locali notturni localizzati nell' area di Paceville. A seguito di approfonditi controlli, alcun materiale esplodente viene però rinvenuto. Nella notte tra venerdì 16 e sabato 17 due chiamate anonime segnalano nuovamente la presenza di una bomba all' interno di una nota discoteca ubicata presso Paceville, area rinomata per l' elevata concentrazione di locali notturni. Come ogni fine settimana, la zona è sottoposta ad un forte afflusso di civili, ciò impone lo sgombero di un' ampia area al fine di stendere un "cordone sanitario" intorno all' obiettivo, che garantisca tanto la sicurezza della popolazione, quanto l' inizio delle operazioni di bonifica e disinnesco. L' ordigno viene rinvenuto dagli artificeri nel contro-soffitto della toilette maschile del locale. Trattasi di congegno rudimentale privo di innesco, composto da tre petardi fra loro uniti a formarne uno maggiore. "Crediamo che l' obiettivo dietro la collocazione della bomba sia stato quello di spaventare gli avventori. Abbiamo infatti ricevuto due chiamate (anonime ; N.D.R.) nel corso dell' intervento, probabilmente volte ad assicurarsi che l' ordigno fosse stato rinvenuto" hanno dichiarato talune fonti del quotidiano Malta Indipendent, "è inoltre possibile che un qualche gruppo abbia voluto creare scompiglio, decidendo il posizionamento della bomba al fine di attrarre quanta più attenzione possibile" precisando inoltre che "non ci stiamo interessando a nulla che sia in qualche maniera simile agli attacchi dell' I.R.A. avuti luogo in Gran Bretagna".



Operatore effettua il controllo di una vettura nel corso di una esercitazione



Benchè quindi ufficialmente smentita dalle autorità del luogo, l' ipotesi di un' azione intimidatoria compiuta da un qualche gruppo terroristico non è affatto da escludersi dall' ampia gamma di piste investigative che si profilano dinnanzi agli inquirenti. Il locale all' interno del quale il rinvenimento dell' ordigno ha avuto luogo, costituisce infatti il punto di ritrovo favorito per il personale militare statunitense periodicamente in visita presso l' isola. Vista inoltre l' elevata presenza all' interno del club di cittadini mediorientali e nord africani, tale locale costituirebbe un "bersaglio facile" per un' eventuale azione terroristica condotta da gruppi islamici, datasi la fin troppo ovvia possibilità per un mediorientale di passare del tutto inosservato tra gli avventori. Appare inoltre opportuno ricordare in questa sede il drammatico precedente dell' attentato dinamitardo avuto luogo il 5 aprile 1986 nella ex Berlino ovest all' interno della discoteca "La Belle", luogo di ritrovo dei militari della locale guarnigione statunitense, il quale provocò la morte di un soldato e di una donna turca ed il ferimento di 204 persone tra civili e militari. L' attentato risultò esser stato posto in atto dalla fazione terroristica "Giugno Nero" guidata da Abu Nidal , "uomo di punta" dell' offensiva terroristica all' epoca programmata dal leader libico Gheddafi in un incontro segreto svoltosi a Tripoli dal 2 al 4 Febbraio dello stesso anno insieme con circa duecento rappresentanti di oltre venti organizzazioni palestinesi, libiche, curde ed irachene e volto a pianificare quegli attentati che avrebbero insanguinato l' Europa nel corso di tutto il 1986.



L' esplosione di un' autobomba nel corso di una sessione addestrativa



L' asse del terrorismo mediorientale risulta attualmente spostata da nazioni quali la Libia e l' Iran all' Afghanistan, Paese governato dal regime teocratico di Mullah Mohamed Omar , capo della setta talebana al potere dal 1996 . Il regime afghano, non riconosciuto dalle Nazioni Unite, dal 1997 offre appoggio politico ed operativo ad Osama Bin Laden, terrorista di origine saudite , mandante degli attentati alle ambasciate statunitensi di Nairobi (Kenya) e Dar Es Salam (Tanzania) a seguito dei quali persero la vita 220 persone , mentre 5000 altre rimasero ferite , nonchè dell' attacco suicida portato tramite una piccola imbarcazione esplosiva ai danni del cacciatorpediniere DDG67 COLE (classe ARLEIGH BURKE) della U.S. Navy ormeggiato presso il porto di Aden nello Yemen il 12 ottobre 2000 , il quale provocò un bilancio di 17 morti e 30 feriti tra i membri dell' equipaggio. Come risulta quindi possibile notare , la minaccia di attentati ai danni di cittadini statunitensi (in particolar modo verso il personale militare) appare tuttora attuale, e, benchè le misure di sicurezza adottate tanto per ambasciate quanto per unità militari risultino tali da scongiurare la possibilità di nuovi episodi di stampo terroristico ai danni di tali obiettivi, la problematica della sicurezza del personale in uscita dopo il termine degli orari addestrativi o di servizio si ripropone con regolare frequenza nell' ambito dei frequenti cicli operativi svolti all' estero.




Settembre 2001: allerta massima e controlli serrati nell' area circostante la dimora dell' ambasciatore statunitense in Malta effettuati tramite operatori E.O.D. dell' A.F.M. (foto © Times of Malta) 11 Settembre 2001: stato di allerta massimo a seguito dei sanguinari attentati verificatisi su suolo statunitense e recanti la firma dell' organizzazione terroristica Al-Qaeda di Osama Bin Laden . Gli operatori dell' Explosive Ordinance Disposal vengono allertati onde porre in essere la bonifica di obiettivi sensibili da eventuali ordigni. Particolare attenzione è riposta nei confronti delle ambasciate statunitensi e britanniche ubicate nella cittadina di Floriana nonchè verso le dimore dei rispettivi rappresentanti diplomatici.





 

 

 

 

 

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