SPECIAL ASSIGNMENTS GROUP - ATTIVITA' OPERATIVE NOTE

 

L' arresto di un sospetto nel corso di un addestramento. L' operatore posto in copertura sulla sinistra è armato di pistola mitragliatrice Beretta PM12 (foto S.A.G.)27 Settembre 2000: un' impiegata di un hotel viene sequestrata da un cittadino libico all' interno dell' albergo ove questa lavora. Il sospetto desidera attrarre l' attenzione sul caso del fratello, il quale risulta soffrire dei postumi di un incidente avvenuto presso la stazione di polizia della cittadina di Sliema, ove lo stesso aveva incendiato un materasso all' interno della propria cella riportando gravi ustioni. Dopo circa un' ora di trattative, e quando gli operatori dello S.A.G. erano ormai in procinto di intervenire onde salvare l' ostaggio e neutralizzare la minaccia, il delinquente si arrende alle autorità locali. Verrà condannato ad un anno di reclusione.




 

31 Dicembre 2000, operazione "Carthage": alle ore 08:00 circa del 31 gennaio 2000, la motonave tunisina "Carthage" giunge presso l' area portuale di Pinto Wharf, sita nella Grand Harbour Area. A bordo del vascello, circa duecento islamici di nazionalità tunisina premono per entrare illegalmente sull' isola. Dinnanzi al veto posto dalle autorià locali nei confronti degli immigrati irregolari, hanno inizio scontri con le forze dell' ordine ed un fitto quanto pericoloso lancio di oggetti contundenti dal ponte della nave all' indirizzo dei rappresentanti dell' ordine. Otto membri dello S.A.G. in servizio di guardia nei pressi di un vascello da guerra statunitense vengono distaccati nella zona degli scontri, unitamente al resto del reparto speciale, richiamato sul posto in meno di due ore per un totale di settantadue uomini presenti in loco. Circa una sessantina di clandestini riusciranno a fuggire, la metà di costoro verrà nuovamente catturata entro sera grazie ad una efficace operazione posta in essere tanto dagli uomini dell' Armed Forces of Malta, quanto dalla Police Mobile Squad e dall' Immigration Branch, i quali condurranno ricerche in tutta l' isola nell' arco delle quarantotto ore successive, così da catturare la quasi totalità dei pericolosi clandestini musulmani.

 


9 maggio 2001, Floriana: tiratore scelto dello S.A.G. armato di fucile di precisione Mauser Model 66S-SP in calibro .308 , in posizione presso il campanile della chiesa di Saint Publius (foto © Allied Newspapers Ltd.)8-9 Maggio 2001: Sua Santità Giovanni Paolo II giunge sull' isola al termine del proprio pellegrinaggio che, sulle orme dell' apostolo Paolo, lo ha portato dalla Grecia in Siria, per aver termine su Malta, ove l' evangelista naufragò. Il dispositivo di protezione volto a prevenire eventuali attentati alla vita del Pontefice è approntato fin nei minimi particolari: artificeri dell' E.O.D. vengono attivati al fine di porre in essere la bonifica dei luoghi che verranno visitati dal Pontefice, tiratori scelti provenienti dallo S.A.G. e dalla C (Special Duties) Company dell' Armed Forces of Malta effettuano sopralluoghi nella vasta area adibita ad ospitare la grande cerimonia di beatificazione di massa, prevista per il 9 maggio presso gli antichi granai del Sacro Ordine dei Cavalieri di Malta, in quel di Floriana. Agli specialisti dello Special Assignments Group, è inoltre affidato il delicato incarico di fornire protezione ravvicinata a Papa Giovanni Paolo II, dopo che nei giorni precedenti alla visita una nota informativa dell'Interpol proveniente dal Cairo e dalla città di Atene, aveva posto in stato di allerta i servizi di sicurezza in merito al rischio di un attentato ad opera di gruppi terroristici islamici legati al terrorista saudita Osama Bin Laden. Il reportage fotografico che segue, vede gli operatori dello Special Assignments Group agire congiuntamente ad i tiratori scelti della C (Special Duties) Company, nella giornata del 9 maggio presso la cittadina di Floriana. Causa la già elevata diffusione di tale materiale dovuta agli organi informativi e di stampa locali, l' oscuramento dei volti degli operatori non si è reso necessario.

 

 

8 maggio 2001 , Valletta : osservatore della C (Special Duties) Company su postazione sopraelevata sorveglia la folla riunita in piazza San Giorgio presso il palazzo presidenziale . Alle spalle del militare , parzialmente celata dal parapetto , è possibile distinguere la sagoma del tiratore scelto ( foto © Times of Malta ) 9 maggio 2001 , Floriana , servizio di protezione ravvicinata : ufficiali dello S.A.G. procedono disposti ai quattro angoli ( brick-formation ) della celeberrima Papa-mobile coadiuvati dai membri della Guardia Svizzera vaticana . L' uomo a sinistra della vettura ( giacca scura abbottonata ) appartiene allla Guardia Svizzera ; alle sue spalle è possibile intravedere il volto del Sovrintendente Martin Bayliss , comandante dello S.A.G. 9 maggio 2001 , Floriana , servizio di protezione ravvicinata : in primissimo piano a destra e di profilo il Sovrintendente Martin Bayliss , capo dello S.A.G. ; all' interno della vettura , rivolto verso l' obiettivo della macchina fotografica , l' Ispettore Superiore Edward Mangion , vice dello S.A.G. . Nell' angolo sinistro della fotografia un agente della Guardia Svizzera vaticana

9 maggio 2001 , Floriana : una fotografia aerea che ci permette di apprezzare tanto la disposizione del servizio di sicurezza in prossimità del palco ( nella foto il gruppo di agenti in nero nella sezione superiore del lato sinistro ) quanto la posizione dei tiratori scelti e degli osservatori dello S.A.G. 9 maggio 2001 , Floriana : tiratore scelto ed osservatore dello S.A.G. sorvegliano la folla sottostante ; dinnanzi al coro ( sulla sinistra ) notiamo un altro operatore dello Special Assignments Group 9 maggio 2001 , Floriana : immagine rilevata dalla postazione di osservazione di un distaccamento di tiratori scelti della Compagnia C del 1st.rgt. Armed Forces of Malta in posizione sul tetto dell' Istituto Cattolico

 

 

Mercoledì 1 agosto 2001: nel corso delle prime ore del mattino, agenti del Criminal Investigation Department (C.I.D) giungono in localita Marfa a seguito di una segnalazione anonima, inerente un gruppo di clandestini il quale, giunto illegalmente sull' isola, sarebbe in procinto di lasciare il Paese alla volta delle coste meridionali della Sicilia. Alle ore 03:00 circa del 1 agosto, gli operatori dello S.A.G. vengono dispiegati in zona operazioni al fine di porre in essere, in stretta sinergia con gli uomini del C.I.D., della Mobile Squad e del Security Service (i servizi segreti maltesi), la cattura dei sospetti. L' operazione porterà all' arresto di venticinque clandestini e due scafisti. I clandestini , di nazionalità turca , tunisina e marocchina, saranno condannati a trenta giorni di detenzione al termine dei quali verranno deportati nei Paesi d' origine, pene ben più severe verranno inflitte nei confronti dei due scafisti maltesi.

 

Posti di blocco vengono sovente allestiti dallo S.A.G. in tutta l' isola al fine di reprimere il traffico di sostanze stupefacenti o porre in essere la cattura tanto di latitanti quanto di immigrati clandestini ( foto S.A.G. )

 

L' operazione si inquadra nella vasta ed efficace campagna volta al contrasto dell' immigrazione clandestina promossa dal Governo di Malta, la quale vede giornalmente impegnati gli uomini e le donne del Malta Police Corps, dell' Armed Forces of Malta e dei servizi di intelligence maltesi, al fine di reprimere un fenomeno il quale ha assunto proporzioni allarmanti per l' Europa tutta. Gli immigrati sono soliti giungere sull' isola tanto illegalmente (al fine di venire in seguito trasportati verso l' Italia da criminali locali) quanto legalmente. Questi ultimi sono in genere rappresentati da cittadini nordafricani i quali, scaduto il periodo di permanenza massima sull' isola fissato in sei mesi, tentano di raggiungere illegalmente le coste italiane sfruttando la complicità della delinquenza locale. In una dichiarazione rilasciata al The Times of Malta nel gennaio precedente dall' allora Comandante del Malta Police Corps George Grech, è possibile riassumere la filosofia che da mesi è alla base dell' azione del Governo locale: "Il comportamento di molte delle persone coinvolte, evidenzia come il loro obiettivo sia quello di utilizzare Malta quale base di partenza per raggiungere l' Italia ( ... ). Non vogliamo che il nostro Paese venga utilizzato in questo modo" .

 

Una squadra dello Special Assignment Group  si prepara a svolgere un servizio antisommossa (foto S.A.G.)

 

11 Settembre 2001 : a seguito della sanguinaria ondata di attentati terroristici su suolo statunitense, operatori dello S.A.G. in assetto antiterrorismo vengono dispiegati presso l' ambasciata U.S.A. in Floriana ed in prossimità di numerosi altri obiettivi sensibili, onde garantirne la sicurezza. La stampa locale asserisce inoltre che diversi tiratori scelti statunitensi abbiano operato in prossimità della sede diplomatica americana: la notizia resta non confermata.

 

14 marzo 2002, Hal-Far Detention Center: agenti dello S.A.G. ed un membro della Mobile Squad ripresi sul luogo degli incidenti (foto © In-Nazzjon del 15 marzo 2002) 13-14 Marzo 2002, Hal-Far Detention Center: mercoledì 13 marzo 2002, alle ore 20:00 circa, 61 clandestini ospitati all' interno del Centro Detentivo di Hal-Far danno inizio ad una violenta rivolta , prendendo possesso dello stabile. I rivoltosi , facenti parte di un più vasto gruppo di 208 persone illegalmente approdate presso la baia di Xlendi (pronuncia Scléndi; N.D.R.) due settimane prima, hanno dato inizio alla rivolta in concomitanza con il trasferimento di due clandestini sudanesi in attesa di rimpatrio verso l' aeroporto di Luqa. Sembra che i tumulti abbiano avuto inizio quando uno dei due sudanesi, in procinto di lasciare il centro, abbia iniziato a protestare violentemente percuotendo le sbarre della propria cella ed incitando gli altri occupanti alla rivolta, ottenendone ben presto il supporto. Nonostante i quattro agenti di guardia avessero cercato di persuadere i clandestini a ritornare nelle proprie celle, questi danno ben presto il via alla devastazione dell' edificio, distruggendone le cucine, gli apparecchi televisivi, erigendo barriere lungo i corridoi per mezzo del mobilio e tagliando la corrente così da gettare il complesso nella più completa oscurità.

 

 

14 marzo 2002, Hal-Far Detention Center: gli operatori in assetto antisommossa si preparano ad entrare in azione per riprendere possesso del centro di detenzione clandestini. Sul fianco destro del primo agente da sinistra, è possibile notare la custodia protettiva delle maschere antigas Pirelli impiegate per l' operazione. Gli uomini indossano le nuove uniformi blu le quali hanno rimpiazzato dal settembre 2001 le tute nere precedentemente impiegate (foto © l-orizzont del 15 marzo 2002)

 

Con il centro oramai nelle mani dei clandestini, le autorità predispongono l' arrivo sul luogo degli incidenti della Mobile Squad e dello Special Assignments Group. Nonostante i tentativi di mediazione effettuati da Monsignor Philip Calleja al fine di ricondurre alla ragionevolezza i rivoltosi, l' insensata devastazione del centro sembra esser continuata per tutta la notte, con parte dei clandestini organizzatisi in turni di guardia al fine di contrastare eventuali azioni delle forze di polizia. La situazione di stallo si è protratta fino alle ore 13:00 circa del giorno seguente, quando il Vice Comandante del Malta Police Corps Joe Cachia, dopo aver effettuato numerosi quanto inutili tentativi di mediazione, ha disposto l' intervento dello S.A.G. in completo assetto antisommossa. Gli operatori (equipaggiati con elmetti protettivi, maschere antigas, scudi e manganelli) hanno fatto irruzione nel complesso per mezzo di un' entrata laterale. Nonostante la violenta resistenza opposta dai delinquenti asserragliati all' interno ed armati di vetri e bottiglie rotte, la situazione è stata ben presto ricondotta alla normalità. Al termine dell' intervento, tre dei clandestini maggiormente violenti sono stati ammanettati ed isolati dal resto del gruppo ed in seguito condotti presso il Police General Headquarter di Floriana, unitamente ad altri tre rivoltosi.

 

14 marzo 2002 , Hal-Far Detention Center: ad operazione conclusa, i tre clandestini responsabili di aver maggiormente incitato alla rivolta, vengono ammanettati ed isolati dal resto del gruppo (foto © l-orizzont del 15 marzo 2002)

 


10 ottobre 2002, Malta International Airport: un operatore dello Special Assignment Group in servizio antiterrorismo in occasione dell' arrivo sull' isola della nazionale di calcio israeliana. L' agente è armato di pistola mitragliatrice Beretta PM12 (foto Joe Cassar/Roger Azzopardi, © l-orizzont)Giovedì 10 Ottobre 2002, Malta International Airport, Luqa: agenti dello Special Assignments Group e della Mobile Squad, sono dispiegati presso il M.I.A. di Luqa, quale servizio di sicurezza in vista dell' arrivo sull' isola della nazionale di calcio israeliana. Gli operatori sono stati supportati da uomini del Mossad israeliano, visto il pericolo di attentati ai danni degli atleti. Il 12 dello stesso mese, le nazionali di Malta ed Israele si sarebbero affrontate in un match valido per le qualificazioni per i Campionati Europei del 2004, e sembra che proprio in occasione di tale evento, cellule di Al Qaeda si sarebbero preparate a colpire sull' isola. Solamente il giorno precedente all' incontro infatti, il Security Service maltese aveva arrestato, nell' ambito dell' operazione "BAZAR", Hamadi Bouyahia, tunisino residente in Italia e collegato al network terroristico di Bin Laden. L' indiscrezione in merito al fallito attentato, è stata pubblicata dal quotidiano israeliano "Yedot Aharonot", secondo il quale un' informativa del Mossad relativa alla presenza del Bouahia sull' isola, sarebbe stata inviata agli organi di intelligence italiani, i quali avrebbero provveduto ad allertare i servizi di sicurezza maltesi. Tanto gli investigatori italiani, quanto quelli maltesi, hanno comunque smentito che la presenza del terrorista fosse dovuta alla pianificazione di un attacco contro gli atleti, affermando che il quotidiano israeliano è stato probabilmente tratto in inganno da intercettazioni telefoniche ove i sospetti facevano ampio uso di metafore calcistiche. Prima del match, il Ta-Qali National Stadium è stato comunque bonificato da unità E.O.D., mentre accurate perquisizioni sono state predisposte sugli spettatori.

 

Le elezioni generali del 12 aprile 2003, hanno decretato la vittoria del Partito Nazionalista. L' allora Primo Ministro Eddie Fenech Adami (al centro con gli occhiali), è qui ritratto mentre viene scortato tra due ali di folla festosa da alcuni agenti dello Special Assignments Group. Grazie al risultato del referendum dell' 8 marzo 2003, ed alla vittoria nazionalista, Malta entrerà nell' Unione Europea nel marzo 2004 ( foto © l-orizzont )

 

Martedì 17 Giugno 2003, Police General Headquarters, Floriana: un gruppo di cinquanta immigrati clandestini ha dato il via ad una violenta rivolta all' interno del comando generale del Malta Police Corps, per protestare contro l' isolamento di uno dei propri compagni causato da un tentativo di fuga. Intorno alle 19:30, il gruppo di balordi era sotto il controllo di un picchetto di guardie, quando la rivolta ha avuto inizio. I delinquenti hanno lanciato sedie e frammenti di vetro rimossi dalle finestre, all' indirizzo del personale di guardia, fuggendo dall' area di detenzione ed irrompendo nel cortile del Criminal Investigations Department, ove cinque vetture di servizio sono state danneggiate. L' arrivo dei membri dello Special Assignment Group, della Mobile Squad e di altre sezioni, ha agito da deterrente verso i rivoltosi, i quali (verso le ore 23:00) sono stati riportati all' ordine senza l' impiego della forza e non prima di aver ripulito il caos provocato. Un agente è stato trasportato presso il vicino Saint Luke Hospital a seguito di ferite alla testa riportate nel corso della rivolta. Perquisizioni personali (ed all' interno del centro di detenzione) sono state effettuate onde verificare che i delinquenti non fossero rimasti in possesso di oggetti contundenti.

 

Maggio 2003: servizio protezione V.I.P. in occasione della visita del Premier greco Simitis (in completo chiaro) a Malta, qui ritratto mentre passeggia a fianco dell' allora Primo Ministro maltese Eddie Fenech Adami (oggi Presidente della Repubblica) su Republic Street a La Valletta (foto Department of Information)

 

Domenica 2 Novembre 2003, Hal-Far Detention Center: un' ulteriore rivolta provocata da clandestini all' interno del Centro Detentivo di Hal-Far, ha causato danni ingenti. I problemi erano iniziati il 31 ottobre precedente, quando cinque clandestini sono stati ricoverati in ospedale per esser sottoposti a lavanda gastrica dopo aver ingerito un quantitativo ingente di medicinali. Le pillole erano state precedentemente distribute loro in dosi, nel corso delle regolari visite mediche cui gli elementi sono normalmente soggetti. Cinque clandestini (apparentemente palestinesi), hanno conservato le proprie medicine per poi attuare l' insano gesto. Sabato 1 novembre, mentre la polizia effettuava delle perquisizioni a Hal-Far onde rinvenire medicinali ed oggetti pericolosi (normalmente i clandestini usano affilare le ossa del pollo per poi impiegarle come lame contro le guardie), si sono verificati i primi incidenti. Alle ore 11:00 circa, 104 clandestini hanno dato inizio alla devastazione del centro, il quale è stato successivamente riacquisito dagli operatori dello Special Assignment Group verso le 16:30. Il giorno successivo un ulteriore tumulto viene rapidamente sedato, ma nuovi disordini scoppiano verso le 12:40. Questa volta la devastazione provocata dai criminali risulta molto più grave ed estesa che negli episodi precedenti: vengono distrutti suppellettili, mobilio (inclusi diversi frigoriferi), mentre letti e materassi vengono dati alle fiamme. Il vasto incendio sviluppatosi, ha reso necessaria l' evacuazione dei 104 delinquenti. Durante i disordini, tre balordi si sono auto inflitti dei tagli, successivamente medicati. Tali manifestazioni violente vengono normalmente effettuate quale atto di protesta contro le presunte pessime condizioni di vita all' interno del centro di detenzione di Hal Far. I clandestini pretendono in realtà di essere lasciati liberi di proseguire il loro viaggio verso l' Italia. E' necessario far notare come i criminali (poichè di questo si tratta, considerato il fatto che l' immigrazione clandestina è un reato) ricevano regolarmente cure e pasti di ottima qualità, nonchè l' assistenza di diversi "volontari" religiosi, come Caritas od Amnesty International. I clandestini sono soliti ripagare tale immeritata umanità ponendo in essere dei veri e propri comportamenti delinquenziali, i quali fanno riflettere in merito alla devianza sociale di chi intraprende quelli che vengono fin troppo compassionevolmente definiti quali "viaggi della speranza". I clandestini devastano i centri detentivi, aggrediscono il personale di guardia e rifiutano i pasti loro serviti (non è raro il caso in cui intere pentole di riso siano state letteralmente rovesciate nei wc dei bagni). La rivolta del 2 novembre ha causato danni per migliaia di lire maltesi, soldi che dovranno essere ovviamente prelevati dai contributi fiscali versati dalla cittadinanza.

 

Domenica 2 novembre 2003: operatori dello S.A.G. ripresi ad Hal Far in occasione della violenta rivolta scoppiata all' interno del locale centro di detenzione clandestini. L' agente sulla sinistra è munito di un lanciatore per gas lacrimogeno (foto © Joe Cassar)

 

 

Lunedi 26 gennaio 2004, Mount Carmel Hospital, Attard: gli operatori dello S.A.G. si apprestano ad entrare in azione all' interno dell' ospedale psichiatrico, ove dodici immigrati clandestini minacciano l' incolumità dei degenti (Foto © Charles Marsh / l-orizzont)Lunedi 26 Gennaio 2004, Mount Carmel Hospital, Attard: operatori dello S.A.G. intervengono in assetto antisommossa, all' interno dell' ospedale psichiatrico Mount Carmel, al fine di sedare una rivolta provocata da un gruppo di dodici immigrati clandestini ricoverati nella struttura. Tutto ha avuto inizio domenica 25, quando i clandestini hanno dato il via alla distruzione di mobili e suppellettili all' interno del padiglione numero uno dell' ospedale, minacciando di uccidere i degenti maltesi ed il personale di servizio. Il giorno successivo, i clandestini hanno sfondato la porta del padiglione numero uno, tanto da dover costringere all' intervento il personale di polizia di guardia ed un numero addizionale di agenti provenienti dalla stazione di Birkirkara. La situazione è tornata successivamente alla calma, nonostante gli elementi avessero dichiarato di voler avviare uno sciopero della fame, onde protestare contro le autorità maltesi, le quali impedirebbero loro di tornare in libertà e proseguire il proprio viaggio (da clandestini) alla volta dell' Italia. Sarà solo nelle ore del pomeriggio successivo, che uno dei delinquenti cercherà (con un gesto deliberatamente plateale) di impiccarsi all' interno dei bagni e che i clandestini (alla vista della polizia, sopraggiunta per investigare) daranno nuovamente via ad una violenta rivolta, distruggendo i vetri delle finestre, tavoli e poltrone. Diversi clandestini, dopo essersi deliberatamente tagliati con vetri rotti, hanno inoltre cominciato ad imbrattare le pareti del padiglione, mentre altri effettuavano atti di autolesionismo, sbattendo la testa contro i muri. Ma sarà nell' orario di visita per i parenti dei degenti, che la situazione sfuggirà definitivamente di mano, con i clandestini che minacceranno di scatenare "un bagno di sangue" uccidendo i pazienti ricoverati, i quali saranno spostati altrove.

 

Lunedi 26 gennaio 2004, Mount Carmel Hospital, Attard: gli operatori dello S.A.G. si apprestano ad entrare in azione all' interno dell' ospedale psichiatrico, ove dodici immigrati clandestini minacciano l' incolumità dei degenti (Foto © Charles Marsh / l-orizzont)


Viene quindi richiesto l' intervento degli operatori dello S.A.G. i quali, verso le ore 16:00, fanno il proprio ingresso all' interno del padiglione numero uno muniti di caschi, scudi e sfollagente. Facendo uso di forza minima, i dodici delinquenti vengono ammanettati e costretti a terra, per poi essere rinchiusi all' interno delle celle dell' ospedale onde salvaguardare l' incolumità dei pazienti e del personale di Mount Carmel. Si noti come la presenza dei clandestini all' interno dell' ospedale psichiatrico, non sia dovuta (come sostenuto dalle organizzazioni non governative e dal Jesuit Refugee Service) da presunte condizioni disumane all' interno dei centri di accoglienza (le quali minaccerebbero la sanità mentale degli immigrati), ma rappresenti una precisa strategia attuata dai clandestini, onde attirare attenzione sulla propria situazione ed ottenere un facile (ed illegittimo) rilascio dai centri di accoglienza.

 

 

Martedi 15 giugno 2004, Mount Carmel Hospital, Attard: il momento della fuga dello squilibrato dall' ospedale psichiatrico Mount Carmel, ripreso dalla telecamera di Marvin Baldacchino di One NewsMartedi 15 giugno 2004, Mount Carmel Hospital, Attard: martedi 15 Giugno 2004, alle ore 13:15 circa, la polizia di Birkirkara e la Mobile Squad vengono informate del tentativo di fuga di un degente dall' ospedale psichiatrico Mount Carmel. Giunti sul posto, gli agenti tentano di ricondurre l' uomo alla ragione. Il paziente reagisce estraendo un coltello e cercando di assalire i poliziotti. Nonostante l' elevato numero di poliziotti ed addetti alla sicurezza, l' uomo riesce successivamente a fuggire, raggiungendo la vicina strada. I membri dello S.A.G. sono chiamati ad intervenire, riuscendo infine a ricondurre il soggetto all' interno dell' ospedale. Un Sergente dello S.A.G. ha riportato delle lievi ferite alle mani, nel tentativo di disarmare l' uomo, il quale è anch' egli rimasto ferito in maniera lieve dal coltello del quale si era munito. L' incidente si è risolto senza gravi conseguenze per alcuno, solo per un caso fortuito. Le immagini dell' intervento sono state infatti trasmesse da un canale televisivo nazionale, ed hanno evidenziato la disastrosa carenza addestrativa che oramai da mesi affilgge il personale dello S.A.G.. Nonostante gli operatori fossero muniti di caschi, sfolla gente e scudi, si sono mostrati assolutamente impreparati a gestire tale situazione, tanto che alcuni si sono visti costretti ad indietreggiare dinnanzi all' uomo. Un' inchiesta è stata aperta nei confronti della gestione dell' intervento.

 

Martedi 15 giugno 2004, Mount Carmel Hospital, Attard: un momento dell' intervento

 

 

L' episodio ha gettato discredito su quello che dovrebbe essere un reparto d' élite del Malta Police Corps. Già in altra sede (vedasi la sezione Selezione e Addestramento) For Gallantry aveva avuto modo di parlare delle gravi lacune addestrative dello S.A.G., il cui personale è costretto a massacranti turni operativi per effettuare attività che dovrebbero essere escluse da quelle di un reparto d' élite della Polizia. Tra queste, spicca il servizio d' ordine effettuato nella zona di Paceville nei fine settimana, già presidiata da poliziotti dei reparti territoriali, evidentemente troppo impegnati a perdersi in chiacchiere, piuttosto che a svolgere il proprio lavoro con professionalità. Lo Special Assignments Group è quindi chiamato ad affettuare ulteriori servizi di viglianza nell' area in questione, onde assicurare una presenza sul territorio concreta ed efficace da parte delle forze dell' ordine. L' episodio del Mount Carmel, dovrebbe quindi essere motivo di riflessione per l' attuale Comandante della Polizia John Rizzo, in merito alla necessità di fornire lo Special Assignments Group di una preparazione che lo ponga realmente in condizioni di operare con efficacia e professionalità. Ad essere in pericolo non è solamente l' immagine del reparto o quella del Malta Police Corps, ma anche la sicurezza dei cittadini, in un periodo nel quale (considerata l' attuale situazione internazionale) ai reparti di polizia di tutto il mondo è richiesta una maggiore competenza rispetto al passato.

 


Martedi 15 giugno 2004, Mount Carmel Hospital, Attard: un agente dello S.A.G. si occupa di ricondurre all' interno dell' ospedale uno dei pazienti, fuggito sotto la minaccia di un coltello

 

Giovedì 18 Novembre 2004: lo Special Assignments Group è stato impegnato nel servizio di protezione ravvicinata a beneficio del Chief of Staff (Capo di Stato Maggiore) statunitense, Generale John B. Myers, nel corso di una breve visita sull' isola di Malta. Il Generale Myers, in compagnia dell' Ambasciatore statunitense Anthony Gioia, ha fatto visita al Primo Ministro maltese Lawrence Gonzi, presso l' Auberge de Castille (sito a La Valletta e sede dell' ufficio del Primo Ministro) nella mattinata di giovedì 18 novembre. Myers si è successivamente trasferito presso la residenza dell' Ambasciatore Gioia. Il Capo di Stato Maggiore U.S.A. ha descritto il proprio incontro con il Primo Ministro Gonzi quale "veramente cordiale" ed ha elogiato la cooperazione di Malta nella lotta al terrorismo internazionale.

 

Il Capo di Stato Maggiore statunitense, Generale John B. Myers, all' uscita dell' Auberge de Castille, sede dell' ufficio del Primo Ministro di Malta. E' possibile notare un operatore dello S.A.G. precederloIl Generale John B. Myers ai microfoni di una emittente locale. Alle sue spalle, la vigile presenza di un operatore dello S.A.G. in servizio di protezione ravvicinata

 

 

 

Mercoledì 16 febbraio 2005, Mill Street, Qormi: operatori dello S.A.G. riuniti poco prima di dare il via all' attacco all' abitazione di Marco Pace. L' agente sulla sinistra è armato di fucile a pompa / semiautomatico Franchi SPAS-12 (Foto © Darrin Zammit Lupi)15-16 Febbraio 2005, Mill Street 83, Qormi: momenti di tensione nella notte tra il 15 ed il 16 febbraio presso il civico 83 di Mill Street, nella cittadina di Qormi. Marco Pace, di anni 34, originario di Qormi, e Mario Vella, di anni 22, di Marsa, hanno ingaggiato un conflitto a fuoco con le forze dell' ordine, dopo essersi barricati all' interno dell' abitazione del Pace. La vicenda ha avuto inizio verso le ore 19:00 circa, quando Pace, a seguito di una banale lite familiare, ha esploso alcuni colpi di armi da fuoco contro la porta di casa della madre, Giovanna Pace, di anni 53, per poi barricarsi, insieme al Vella, nella propria abitazione a pochi metri di distanza. Le forze dell' ordine, dopo aver valutato la situazione, hanno richiesto l' invio dello Special Assignments Group. L' unità speciale ha dispiegato la propria unità S.W.A.T. (Special Weapons And Tactics) e gli agenti hanno ricevuto l' ordine di ricorrere alle armi esclusivamente in caso di pericolo per le proprie vite. Gli operatori erano al corrente della presenza di due donne all' interno dell' abitazione, anche se non risultava chiaro se costoro fossero ostaggi o complici. Gli agenti dello S.A.G. hanno quindi preso posizione in strada, sui tetti circostanti e sulla sopraelevata sovrastante la casa del Pace, mentre il Malta Police Corps provvedeva nell' isolare l' area entro 100 metri dall' obiettivo.

 

Mercoledì 16 febbraio 2005, Mill Street, Qormi: operatori dello S.A.G. riuniti poco prima di dare il via all' attacco all' abitazione di Marco Pace (Foto © Darrin Zammit Lupi)

 

Il primo contatto con il sospetto risulta esser stato effettuato dall' Ispettore Jeffrey Cilia, tramite cellulare. Il Pace ha successivamente staccato il proprio telefono, esplodendo di versi colpi di arma da fuoco verso gli agenti in strada. Nonostante siano stati più volte fatti oggetto del fuoco del Pace e del Vella, gli operatori dello S.A.G. hanno comunque proseguito nel tentativo di far arrendere i due criminali.

 

Mercoledì 16 febbraio 2005, Mill Street, Qormi: gli agenti dello S.A.G. avanzano rapidamente dinnanzi all' abitazione di Marco Pace, onde evitare il fuoco proveniente dall' interno della casa (Foto © Darrin Zammit Lupi)

 

I sospetti risultano inoltre aver cercato di far passare le due donne presenti nell' abitazione (due complici) per degli ostaggi, sparando numerosi colpi dall' interno della casa. Solo dopo sei ore, preso atto dell' inutilità delle trattative, e a seguito di diversi colpi di arma da fuoco provenienti dall' abitazione, lo S.A.G. ha dato il via all' intervento.

 

Mercoledì 16 febbraio 2005, Mill Street, Qormi: candelotti di gas CS vengono sparati dagli assaltatori dello Special Assignments Group, poco prima di irrompere all' interno di una casa ove si trovano asserragliati due balordi armati (Foto © Darrin Zammit Lupi)

 


Mercoledì 16 febbraio 2005, Mill Street, Qormi: assaltatori dello Special Assignments Group, si preparano ad attaccare l' abitazione di Marco Pace. Si noti l' aria satura di gas CS (Foto © Darrin Zammit Lupi)Dalle 00:05 alle 00:15, gli operatori hanno sparato trenta candelotti di gas CS (lacrimogeno) all' interno dell' abitazione (l' ordine per l' uso del CS, a Malta, deve pervenire direttamente dal Comandante della Polizia), onde costringere i sospetti a ritirarsi verso il retro, ove un nutrito gruppo di operatori era in stand by per effettuare l' arresto. Alle ore 00:33, dopo aver lanciato quattro ulteriori candelotti di gas all' interno dello stabile, due gruppi di assaltatori muniti di maschere anti gas, hanno attaccato la casa contemporaneamente dal retro e dal lato anteriore, arrestando (senza sparare un solo colpo) il Vella, il Pace e due giovani donne di 22 e 23 anni presenti nell' abitazione.

 

 

 

Mercoledì 16 febbraio 2005, Mill Street, Qormi: una delle ragazze che si trovava in compagnia dei due sospetti, viene arrestata dagli operatori dello Special Assignments Group. Si notino, a terra, almeno dieci cartucce esplose di candelotti di gas CS (Foto © Darrin Zammit Lupi)

 

Al momento dell' irruzione, gli agenti sono stati accolti dal fuoco di una pistola cal.9mm e di un fucile da caccia, riuscendo ugualmente a porre in essere l' arresto dei sospetti senza ricorrere all' uso delle armi. Quando è stato raggiunto dagli assaltatori dello S.A.G., il Vella (che si era nel frattempo coperto il volto con degli asciugamani bagnati, onde contrastare gli effetti del gas) ha tentato di opporre resistenza, ma è stato rapidamente immobilizzato dagli operatori. Alle 00:40 il Pace, con il volto coperto di sangue, è stato scortato fuori dall' abitazione dagli agenti dello S.A.G., seguito dai tre complici. I quattro criminali sono stati immediatamente tradotti presso il Police Headquarters di Floriana. E' interessante notare come (nonostante l' alta concentrazione di gas CS presente nell' aria) le unità cinofile non abbiano assolutamente subito gli effetti del lacrimogeno, il quale non ha alcuna efficacia sui cani.

 

Mario Vella sotto la custodia di due operatori dello S.A.G.,subito dopo esser stato catturato (Foto © Darrin Zammit Lupi)

 


Agenti dello S.A.G. ripresi mentre scortano Marco Pace lontano dalla scena del crimine, immediatamente dopo aver effettuato la cattura del malviventeMarco Pace e la sua famiglia erano già noti alle forze dell' ordine. Nell' aprile precedente, l' uomo era comparso in tribunale (unitamente alla madre Giovanna ed al fratello Joseph, di anni 26), per rispondere di diciassette accuse relative a traffico di droga e lesioni nei confronti di pubblico ufficiale. Il trio era stato accusato di possesso di eroina, cocaina e cannabis e di associazione a delinquere volta al traffico di stupefacenti. Al momento dell' arresto, gli elementi hanno opposto resistenza, causando la rottura del braccio di un sergente di polizia donna. Marco Pace ha già scontato un periodo di diciotto mesi di detenzione nel giugno 1991, a seguito di tentato furto, minacce ed aggressione a pubblico ufficiale, accusa quest' ultima che gli avrebbe fatto valere (il mese successivo) ulteriori quattordici mesi. In tale occasione, Pace è stato processato unitamente a Victor Magri, trovato ucciso nel dicembre 2004 e per il cui assassinio vennero interrogati lo stesso Pace e Mario Vella, anch' egli presente nell' abitazione in Mill Street al momento dell' assalto dello S.A.G. Nel giugno 1992, il Pace affronta un nuovo processo per droga, mentre nel maggio 1997 viene arrestato per rapina in banca.

 

 

Mercoledì 16 febbraio 2005, Mill Street, Qormi: Marco Pace sotto la custodia degli agenti (Foto © Darrin Zammit Lupi)

 

 


L' abitazione del Pace, al civico 83 di Mill Street, all' indomani dell' assedioNel dicembre 1998, è nuovamente accusato di rapina, così come nel febbraio 1999, quando un agente di polizia non riesce a sparargli a causa di un inceppamento della pistola di ordinanza. Il Pace è arrestato ancora una volta, sotto lo stesso capo d' accusa, nel dicembre 2000, mentre nel luglio 2002 è condannato al pagamento di una multa di 600 lire maltesi (circa 1.500 euro) per possesso di cannabis ed altre sostanze stupefacenti. L' ultimo exploit del criminale avviene nell' aprile 2004, per traffico di droga ed aggressione ai danni di pubblici ufficiali. Il Pace ed il Vella affronteranno ora l' accusa di tentato omicidio nei confronti degli agenti di polizia che li hanno arrestati ad Qormi.


 

 


Operatore dello S.A.G. (secondo da sinistra), sul luogo dell' intervento unitamente al Generale Maurice Calleja (ex Comandante dell' A.F.M.), all' Ispettore Jeffrey Cilia (Comandante del Criminal Investigation Department) e ad esperti balistici (Foto © Darrin Zammit Lupi)In ultimo, For Gallantry desidera porre in risalto la professionalità degli agenti dello Special Assignments Group i quali, nonostante il grande rischio corso per la propria incolumità personale (il Pace aveva infatti assunto della cocaina ed aveva minacciato di far saltare in aria la casa utilizzando il gas in caso di blitz), hanno effettuato l' intervento con assoluta efficacia, assicurando così nelle mani della giustizia due elementi violenti e senza scrupoli. Ci auguriamo che tale risultato sia sintomatico di una rinnovata attenzione posta nei confronti della preparazione dell' unità, la quale, a seguito dell' intervento presso il Mount Carmel Hospital del giugno 2004 (vedi sopra), era stata fatta oggetto di forti critiche in merito alle proprie capacità operative.

 

 

30 Marzo 2005, Ta' Qali National Stadium: lo S.A.G. interviene onde sedare i disordini provocati da frange violente della tifoseria croata durante il match Malta contro Croazia. Diversi teppisti saranno arrestati e processati per direttissima. Quella che segue e' una gallery relativa ai disordini.

 

30 Marzo 2005, Ta' Qali National Stadium: lo Special Assignments Group in azione contro i teppisti croati 30 Marzo 2005, Ta' Qali National Stadium: lo Special Assignments Group in azione contro i teppisti croati

30 Marzo 2005, Ta' Qali National Stadium: lo Special Assignments Group in azione contro i teppisti croati 30 Marzo 2005, Ta' Qali National Stadium: uno dei facinorosi viene arrestato

30 Marzo 2005, Ta' Qali National Stadium: uno dei facinorosi viene arrestato 30 Marzo 2005, Ta' Qali National Stadium: lo Special Assignments Group in azione contro i teppisti croati

30 Marzo 2005, Ta' Qali National Stadium: lo Special Assignments Group in azione contro i teppisti croati 30 Marzo 2005, Ta' Qali National Stadium: lo Special Assignments Group in azione contro i teppisti croati 30 Marzo 2005, Ta' Qali National Stadium: lo Special Assignments Group in azione contro i teppisti croati

30 Marzo 2005, Ta' Qali National Stadium: lo Special Assignments Group in azione contro i teppisti croati 30 Marzo 2005, Ta' Qali National Stadium: lo Special Assignments Group in azione contro i teppisti croati 30 Marzo 2005, Ta' Qali National Stadium: lo Special Assignments Group in azione contro i teppisti croati 30 Marzo 2005, Ta' Qali National Stadium: al termine degli scontri si conteranno numerosi arresti

 

19 - 20 Maggio 2005: lo Special Assignments Group in servizio di protezione ravvicinata a beneficio del Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi. In virtù della calda accoglienza pubblica, la quale viene per tradizione riservata dai cittadini maltesi solamente alla Regina d' Inghilterra ed ai presidenti della Repubblica italiana, Ciampi ha dichiarato di non sentirsi straniero "in questo Paese che conosco bene". Tra l'altro - ha annunciato il presidente Ciampi - ci saranno iniziative per promuovere a Malta la conoscenza della lingua italiana e confermare così radici comuni che uniscono Roma alla Valletta. Già precedentemente, in occasione della visita del Presidente della Repubblica di Malta Edward Fenech Adami al Quirinale nel gennaio 2004, Ciampi aveva auspicato che l' italiano sia riconosciuto quale terza lingua ufficiale di Malta, dopo malti ed inglese.

 

19 - 20 maggio 2005, Valletta: il Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi riceve l' abbraccio della folla, al suo ingresso nel Parlamento di Malta, mentre un operatore dello S.A.G. vigila sulla sua incolumità. A destra nella foto notiamo il Generale Carmel Vassallo, Comandante dell' Armed Forces of Malta (Foto Department of Information)

 

 

2 Giugno 2005: servizio di protezione ravvicinata in favore del Primo Ministro tunisino Zine El Abidine Ben Ali, in visita a Malta.



2 Luglio 2005, Kordin Correctional Facility: lo S.A.G. interviene presso l' istituto di pena di Kordin, onde sedare una rivolta scoppiata per futili motivi. Tutto ha avuto inizio intorno alle ore 14:00 all' interno della Division 1, quando tre reclusi di nazionalità libica (infrangendo le regole dell' istituto) hanno cercato di acquistare da un quarto detenuto libico un lettore DVD. Dinnanzi al divieto, i delinquenti hanno opposto una violenta risposta, devastando e dando alle fiamme suppellettili e materassi, tanto da necessitare l' intervento dello Special Response Team dell' amministrazione carceraria. Dinnanzi all' escalation di violenza (cui hanno infine presso parte tutti e trentatre i reclusi della Division 1), il Direttore dell' istituto, Mr Sandro Gatt, ha richiesto l' intervento del Malta Police Corps, il quale dispiegava lo Special Assignments Group. Gli agenti, in assetto antisommossa, hanno rapidamente riportato all' ordine i delinquenti. Al termine dell' intervento, due detenuti sono stati ricoverati presso il Saint Luke Hospital per accertamenti.

 

Numerose squadre antiterrorismo occidentali si addestrano nell' eseguire la liberazione di un bus dirottato in meno di dieci secondi (foto S.A.G.)


 

24 Luglio 2005, Police General Headquarters, Floriana: lo S.A.G. interviene presso il Police General Headquarters, dove un gruppo di ventiquattro clandestini (salvati solo poche ore prima da unità del Maritime Squadron) hanno posto in essere una violenta rivolta, causando ingenti danni e ferendo un agente di polizia. L' intervento degli uomini dello Special Assignments Group ha posto fine alle devastazioni perpetrate dai criminali extracomunitari.



13 Giugno 2006, Paceville: lo S.A.G. partecipa all' erresto di tre rifugiati e di due immigrati illegali, responsabili dello stupro violento di due giovani turiste svedesi. Secondo la testimonianza delle vittime, i cinque delinquenti hanno costretto le due ragazze a seguirli in una stradina desolata del quartire notturno di Paceville. Mentre uno dei rifugiati teneva ferma una delle due ragazze, gli altri due hanno iniziato ad abusarne. Nel contempo, altri due balordi violentavano la seconda giovane donna. Richiamati dalle urla delle due sventurate, alcuni passanti allertavano un' unita' della Mobile Squad, la quale interveniva tempestivamente arrestando quattro dei cinque criminali. Il quinto riusciva invece a darsi alla fuga, inseguito a piedi da due operatori dello Special Assignments Group. All' altezza dell' hotel Hilton, il balordo svoltava in una stradina secondaria, incalzato dai Police Constables Michael Carter ed Emmanuel Cachia, i quali sparavano in aria diversi colpi di avvertimento. Il delinquente svoltava successivamente in una seconda intersezione, ove trovava pero' ad attenderlo gli agenti dello S.A.G., i quali riuscivano a bloccarlo e a condurlo in manette presso la vicina stazione di polizia. I cinque stupratori sono due rifugiati etiopi ospiti presso l' open centre di Hal-Far ed un secondo rifugiato somalo proveniente dall' open centre di Marsa. I rimanenti due delinquenti sono di nazionalita' libica ed erano presenti a Malta illegalmente. Il grave episodio di violenza pone l' accento sul pericolo rappresentato dai rifugiati e dai clandestini ospitati (a spese del contribuente) negli open centre dell' isola. Il centro per rifugiati e clandestini di Marsa ospita tuttora una folta comunita' criminale dedita ad attivita' quali lo spaccio di sostanze stupefacenti e la prostituzione. Il nuovo episodio di violenza avente quali protagonisti rifugiati (ricordiamo la tentata violenza sessuale ai danni di una donna maltese da parte di un eritreo a Floriana, successivamente rilasciato da un giudice troppo indulgente) richiama l' attenzione sulla necessita' di effettuare un controllo maggiore sugli open centre, oramai divenuti vere e proprie centrali del crimine.

 

 

Martedi 27 giugno 2006, Safi Detention Center: la C (S.D.) Company in assetto antisommossa entra in azione, seguita da due operatori dello S.A.G. (Foto © Matthew Mirabelli)Martedi 27 Giugno 2006, Safi Detention Center: l' ennesima fuga di massa di clandestini dal Centro Detentivo di Safi, ha portato ad una mobilitazione generale delle forze armate e di polizia, in quella che e' stata la piu' grave crisi avente ad oggetto immigrati illegali. Tutto ha avuto inizio alle ore 9:00 circa della mattina, quando un primo gruppo di 300 clandestini ha abbattuto il cancello del centro di detenzione, per riversarsi come un fiume in piena nelle strade, seguiti, dopo poco, da altri 80 elementi. Alle 9:10, messo al corrente dell' evasione di massa, il Malta Police Corps inviava l' ordine di mobilitazione generale, richiamando in servizio tutti gli agenti e chiudendo le stazioni di polizia del Paese, onde far convergere nell' area la totalita' del suo personale (incluso lo Special Assignments Group). Contemporaneamente, l' A.F.M. proclamava lo stato d' allerta per tutto il personale, attivando la C (S.D.) Company in assetto antisommossa, ed arrivando a dispiegare il personale operante negli uffici e nelle cucine. I primi a giungere sul posto sono stati due poliziotti della stradale i quali, messi al corrente dell' intenzione dei clandestini di marciare su la capitale Valletta e raggiungere l' Auberge de Castille (sede del Primo Ministro), hanno tentato di bloccare i tunnel nell' area di Kirkop. I criminali hanno attaccato gli agenti, ribaltandone le motociclette e rubando una delle radio (la quale e' stata successivamente trovata danneggiata).

 

 

Martedi 27 giugno 2006, Safi Detention Center: un momento della violenta evasione di massa effettuata dagli immigrati clandestini. Si possono notare, di spalle, due agenti dello Special Assignments Group del Malta Police Corps (Foto © Matthew Mirabelli)Un gruppo consistente di clandestini riusciva nel mentre a raggiungere l' intersezione con via Garibaldi, la quale era presidiata dalle forze di polizia e da reparti dell' esercito, ed e' qui che si sono verificati i primi violenti assalti nei confronti del personale in servizio. In numero minore rispetto ai clandestini, i militi si sono trovati costretti ad effettuare cariche di alleggerimento, arrestando gli elementi violenti e rinchiudedoli all' interno di furgoni diretti verso i centri di detenzione. Nel mentre, le strade circostanti cadevano in preda al caos, con numerosi clandestini impegnati a tentare di bloccare le macchine di passaggio e trascinarne fuori i conducenti, per poi dirigersi alla volta di Valletta. Fortunatamente nessuna di tale azione criminale e' andata a segno, anche se i clandestini hanno anche cercato di assaltare una casa, provocando non poca apprensione nei suoi occupanti (tali notizie non sono state riportate dalla stampa). La reazione delle forze di sicurezza e' stata dura ma proporzionale all' ondata di folle violenza scatenata dagli immigrati, i quali hanno a piu' riprese scagliato sassi e bottiglie nei confronti di militi e poliziotti. Taluni degli oggetti contundenti lanciati, erano sufficientemente grandi da essere chiaramente visibili da una distanza di oltre 500 metri. I clandestini hanno inoltre cercato di aggredire il Comandante delle Forze Armate, il Generale Carmel Vassallo, il quale e' stato coraggiosamente difeso da un pugno di militari guidati da un ufficiale del Comando del 2nd Regiment. I soldati (muniti solamente di caschi e sfollagente ed in forte minoranza) si sono disposti a cerchio intorno all' alto ufficiale, opponendo una strenua resistenza nei confronti dei delinquenti e riuscendo a trarre in salvo il Comandante. Le forze di sicurezza hanno inoltre avuto problemi nel trattenere a terra ed ammanettare alcuni dei clandestini, poiche' sottoposti agli assalti dei complici. Nel mentre, l' orda criminale veniva respinta verso la rotonda del Malta International Airport, ove aveva inizio una fitta sassaiola. Condotti in uno dei tunnel sottostanti l' aeroporto, i clandestini continuavano nel lancio di oggetti contundenti, incalzati da poliziotti e militari. Sotto un sole impietoso, e costretti ad operare in assetto antisommossa con una temperatura di 38 gradi centigradi, militi ed agenti riuscivano infine a ricondurre i delinquenti presso il centro detentivo di Safi. E' a tal punto che alcuni dei clandestini, gia' all' interno del centro, hanno nuovamente fatto la propria comparsa lanciando sassi e bottiglie contro gli agenti. Alcuni di costoro brandivano spranghe e pezzi d' acciaio divelti dai letti e dai ventilatori distrutti, incendiando inoltre diversi materassi e cassonetti. Il Comandante Vassallo, il Capo della Polizia John Rizzo ed il Tenente Gatt (responsabile del centro di detenzione), protetti da un cordone della C (S.D.) Company, hanno a questo punto cercato di far tornare alla ragione i clandestini, i quali hanno successivamente iniziato ad urlare e percuotere selvaggiamente le recinzioni. La situazione e' tornata sotto controllo solamente verso mezzogiorno. Gli scontri hanno portato al ferimento del Sovrintendente Ray Zammit (colpito al torace da una pietra) e di sette altri poliziotti, oltre che di tre militari. In serata, mentre i militi cercavano di riparare la recinzione distrutta, i clandestini hanno nuovamente attaccato i soldati, ma la situazione e' stata prontamente posta sotto controllo. Dopo la rivolta, diversi clandestini sono stati dati per mancanti.

 

 

Martedi 27 giugno 2006, Safi Detention Center: uno dei delinquenti clandestini in attesa di essere caricato su di un' autoambulanza (Foto © Matthew Mirabelli)Il Primo Ministro Lawrence Gonzi ha espresso solidarieta' nei confronti delle forze armate e di polizia, unitamente al Jesuit Refugee Service (J.R.S.) il quale, in una nota ufficiale, non ha comunque mancato di chiedere ancora una volta la riduzione del periodo di detenzione per gli immigrati giunti illegalmente a Malta. Non e' chiaro su quale base il J.R.S. avanzi tale richiesta, quando la totalita' dei clandestini risultino sprovvisti di un documento d' identita' e siano quindi necessari molteplici accertamenti prima di stabilire la genuinita' di ogni caso. Oltre a cio', il comportamento violento degli immigrati illegali pone seri dubbi in merito all' opportunita' di lasciare che tali elementi circolino liberamente nella societa'. Emblematico il caso dei due rifugiati somali e di un eritreo i quali, nel giugno 2006 hanno violentato (unitamente a due clandestini libici) due giovani turiste svedesi (i due rifugiati erano ospiti degli open centre di Marsa e Hal-Far). La nota emanata dal J.R.S., individua inoltre come causa delle continue rivolte il prolungato periodo di detenzione cui gli immigrati sono sottoposti, tacendo ovviamente del fatto che, ad istigare i clandestini alla violenza, possano spesso essere stati gli stessi volontari delle organizzazioni non governative (O.N.G.) con accesso ai centri di detenzione. Emblematico il caso del rapresentante del gruppo anarchico Moviment Graffiti, fermato e poi rilasciato senza conseguenze nel 2005, mentre cercava di introdurre un cacciavite all' interno di uno dei centri detentivi gestiti dall' A.F.M., o delle due volontarie di una ben nota O.N.G. (operante a livello internazionale) espulse poiche' sorprese nel mezzo di atti indecenti con due clandestini. Non e' quindi da escludersi che taluni elementi possano avere avuto un ruolo nell' organizzazione della rivolta in esame, dato che non risulta chiaro come oltre trecento clandestini abbiano sufficiente senso dell' orientamento da dirigersi verso l' Auberge de Castille (arrivando addirittura a cercare di impadronirsi di alcuni automezzi). Si noti come la sommossa sia avvenuta a solo una settimana di distanza da un rilascio stampa, con il quale il J.R.S. richiedeva la chiusura dei centri di detenzione.

 

 

Martedi 27 giugno 2006, Safi Detention Center: uno dei clandestini piu' violenti, giace riverso a terra dopo essere stato posto in condizioni di non nuocere dal personale di sicurezza (Foto © Matthew Mirabelli)Per quanto concerne i media, come gia' avvenuto in occasione della rivolta del gennaio 2005, alcuni suoi rappresentanti hanno assunto un comportamento poco cauto, con taluni giornalisti i quali (nonostante l' ordine delle forze di sicurezza) hanno oltrepassato il cordone protettivo predisposto a loro difesa. E' il caso del fotoreporter Ben Borg Cardona del Malta Independent, il quale si e' eccessivamente avvicinato al luogo degli scontri, riportando lievi contusioni a causa delle strattonature che avrebbe subito da parte di alcuni poliziotti, i quali cercavano di riportarlo al sicuro. L' Institute of Maltese Journalists ha emanato una nota di protesta contro il Malta Police Corps, il quale avrebbe ostacolato il lavoro dei giornalisti. Il Comandante Rizzo ha risposto alle accuse evidenziando come fossero state predisposte tutte le misure necessarie affinche' la stampa potesse svolgere il proprio lavoro in sicurezza. Va d' altronde evidenziato, continua la nota, come la presenza di giornalisti sui luoghi degli scontri porti sempre ad un ulteriore stato di esagitazione dei rivoltosi. I media dovrebbero quindi mantenersi a debita distanza, onde permettere alle forze di sicurezza di svolgere il proprio lavoro. E' inoltre da porre in evidenza come molti giornalisti fossero sprovvisti del tesserino di identificazione personale, obbligatorio per i membri della stampa. A tal proposito, si pone l' accento sulla necessita' di dotare il personale dei mezzi di informazione di contrassegni d' identificazione ben distinguibili, quali cappellini o casacche. Il tesserino del Department of Information, risulta difatti troppo piccolo per essere facilmente identificato.

 

 

Alla luce di quanto accaduto, appare evidente come le critiche secondo le quali le forze armate abbiano impiegato forza eccessiva nel controllo della rivolta del gennaio 2005 (vedi sopra), siano assolutamente pretestuose. Appare necessario infatti considerare come, l' intento dei clandestini in tale occasione, fosse esattamente quello di effettuare una fuga in massa. L' estrema violenza ed aggressivita' degli immigrati, denotano inoltre una marcata pericolosita' di coloro i quali si vorrebbe far insediare indiscriminatamente sul territorio europeo e sottolineano l' assoluta necessita' di un uso della forza deciso, onde evitare che fughe di massa come quella verificatasi, mettano in pericolo la sicurezza dei cittadini. A tal proposito, non risulta chiaro perche' non sia stato autorizzato l' uso di gas lacrimogeno il quale (esploso tanto da terra, quanto dagli elicotteri) avrebbe indubbiamente portato ad una rapida risoluzione della crisi, senza porre ulteriormente a rischio la sicurezza del personale in servizio e della popolazione, giustamente terrorizzata da quanto accaduto. Scene come quelle alle quali abbiamo assistito martedi' 27 giugno 2006 non sono assolutamente degne di un Paese civile, ove la pubblica sicurezza dovrebbe essere anteposta ai "diritti" di chi giunge illegalmente in una nazione. E' quindi necessario che il Governo Gonzi attivi immediatamente un programma di rimpatrio dei clandestini verso la Libia. Non e' infatti chiaro il motivo per il quale l' attuale esecutivo persista nel riempire i centri detentivi dell' isola, centri ove la sicurezza dei militi non viene assolutamente garantita e che, a causa delle fragili recinzioni che li circondano, rappresentano un vero e propro pericolo per gli abitanti delle aree circostanti. Un' inquietante suggerimento sulla strategia adottata dal Governo nella gestione di tali centri, potrebbe provenire da un articolo investigativo a firma John Pisani, il quale porterebbe alla luce uno scandalo che coinvolgerebbe il Segretario Parlamentare Tony Abela. Nell' articolo (pubblicato su it-Torca nel giugno 2006) si fa riferimento a come Abela abbia bloccato l' acquisto da parte dell' A.F.M. di 250 brande da utilizzarsi all' interno dei centri detentivi, firmando personalmente un nuovo ordine, il quale ammonterebbe ad un totale di 33.600 lire per 300 brande, contro le 11.500 lire di quello precedentemente effettuato dall' A.F.M. L' autore dell' articolo, evidenzia come Tony Abela abbia inoltre affidato i lavori all' interno dei centri per immigrati alla ditta Ballut Blocks, tramite ordine diretto e senza aver effettuato alcuna gara d' appalto. Secondo lo stesso articolo (il quale cita fonti all' interno dell' ufficio del Primo Ministro), Abela avrebbe posto a controllare i lavori non un supervisore qualificato, bensi' un semplice impiegato, proprio uomo di fiducia e stipendiato dallo stesso Segretario Parlamentare. Nonostante l-orizzont abbia pubblicato tale notizia per ben due volte nel mese di giugno, l' ufficio del Primo Ministro ha deciso di tacere sulla vicenda. Fonti affermano che un' indagine interna sia stata avviata, onde scoprire l' origine dell' imbarazzante fuga di informazioni. Se quanto rivelato da John Pisani venisse confermato, il popolo maltese riceverebbe l' ulteriore prova di come il Primo Ministro Gonzi abbia oramai completamente perso il controllo sui membri del proprio esecutivo, consentendo gravi abusi e sperpero di denaro pubblico a beneficio dei "baroni" delle imprese edili, i quali, agitando la carota dei finanziamenti alle campagne elettorali, sono oramai divenuti i veri e propri padroni del Paese.

 

8 maggio 2007: agenti dello S.A.G. bloccano l' accesso alla baia di Delimara, ove si trova ormeggiato lo yacht ospitante il Presidente francese Nicolas Sarkozy (Foto © Darrin Zammit Lupi)

 

 

9 maggio 2007, Delimara: il Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, attorniato da giornalisti e curiosi durante una delle sue sessioni di jogging. Sullo sfondo, due agenti dello S.A.G. (Foto © Darrin Zammit Lupi)7 - 8 - 9 Maggio 2007: Nicolas Sarkozy, il neo eletto Presidente della Repubblica francese, ha omaggiato Malta di un' inaspettata visita. Esattamente un giorno dopo la propria elezione all' Eliseo, Sarkozy e' giunto sull' isola del Mediterraneo, accompagnato dalla moglie e dal figlio. Dopo un rapido trasferimento dall' Aeroporto Internazionale d Luqa al molo della Valletta, il Presidente francese e' salpato a bordo del super yacht di sessanta metri appartenente all' amico Vincent Bollore, azionista di maggioranza dell' agenzia pubblicitaria francese Havas. L' imbarcazione (lunga oltre sessanta metri) ha poi circumnavigato l' isola, dirigendosi verso sud, dove e' stata ormeggiata al largo della baia di Delimara. Mentre unita' del Maritime Squadron offrivano protezione in mare, agli agenti dello Special Assignments Group e' toccato invece l' incarico di proteggere lo yacht da terra, accompagnando inoltre Sarkozy nelle sue sessioni di jogging, unitamente alle sue guardie del corpo.

 

8 maggio 2007, Delimara: il Presidente francese Nicolas Sarkozy fa jogging scortato da un 4x4 dello S.A.G. e da agenti di sicurezza francesi (Foto © Darrin Zammit Lupi)

8 maggio 2007, Delimara: il Presidente francese Nicolas Sarkozy fa jogging scortato da un 4x4 dello S.A.G. e da agenti di sicurezza francesi (Foto &copy Darrin Zammit Lupi) 8 maggio 2007, Delimara: il Presidente francese Nicolas Sarkozy fa jogging scortato da un 4x4 dello S.A.G. e da agenti di sicurezza francesi (Foto &copy Darrin Zammit Lupi)

9 maggio 2007, Delimara: il Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, attorniato da giornalisti e curiosi durante una delle sue sessioni di jogging (Foto &copy Darrin Zammit Lupi)

 

 

31 Ottobre 2007: dopo aver ricevuto informazioni in merito ad un probabile colpo da parte di una banda criminale per impossessarsi di un ingente quantitativo di Euro in arrivo a Malta, lo S.A.G. viene dispiegato a protezione del carico. Secondo le informative, un gruppo criminale straniero armato di fucili d' assalto provera' a bloccare il convoglio recante il contante ed in transito verso la Banca Centrale a Floriana. Un counter attack team viene quindi affiancato al convoglio, mentre tiratori scelti sono posizionati sui tetti della Banca Centrale. Gli stessi autisti degli autocarri recanti il denaro vengono fatti indossare giubetti antiproiettile. L' operazione di trasferimento del contante si svolge fortunatamente senza incidenti ed il denaro arriva a destinazione sotto lo sguardo vigile dello Special Assignments Group.

 

31 Ottobre 2007, Banca Centrale di Malta, Floriana: un tiratore scelto dello S.A.G. in posizione sul tetto dell' edificio. L' agente e' armato di fucile di precisione Accuracy International

 

 

< Selezione e Addestramento

 

 

9 maggio 2001, Floriana: ancora un momento del delicato servizio antiterrorismo nel corso della visita del Pontefice in Malta. Un tiratore scelto sorveglia la folla sottostante con l' ausilio dell' ottica di precisione in dotazione al proprio Mauser Model 66S-SP (foto © Allied Newspapers Ltd.)