SPECIALE CHOGM 2005

 

Agente dello Special Assignments Group (S.A.G.) del Malta Police Corps, in servizio nel corso del CHOGM 2005. L' operatore e' armato di pistola mitragliatrice Beretta PM-12 in cal.9mmCHOGM 2005 - Tra il 25 ed il 27 novembre 2005, Malta e' stata sede del Commonwealth Heads of Government Meeting 2005 (CHOGM), il quale ha visto la partecipazione dei 52 Paesi facenti parte del Commonwealth britannico, 38 dei quali direttamente rappresentati dai rispettivi capi di Stato. Il meeting (avente cadenza biennale) si e' svolto all' interno di un hotel presso Golden Bay ed ha visto il dispiegamento di misure di sicurezza straordinarie, per il timore di attentati terroristici da parte di gruppi affiliati al network terroristico di Al Qaeda. Insieme a misure di sorveglianza military overt (quale la presenza visibile di personale militare armato), sono state effettuate numerose attivita' covert, ad opera dei servizi di sicurezza dei Paesi aderenti al Commonwealth i quali, nelle settimane precedenti il vertice, risultano aver condotto operazioni volte al monitoraggio delle potenziali minacce provenienti tanto dall' interno dell' isola (con particolare attenzione nei confronti dei gruppi anarchici e della comunita' islamica locale) quanto dall' esterno. Particolare preoccupazione sembrerebbe aver sollevato il rinvenimento di un mauale operativo di Al Qaeda all' interno di un' abitazione nell' ottobre precedente (vedasi "Al Qaeda tra i rifugiati" nel box a fondo pagina), cui ha fatto seguito (nel mese di novembre) un video messaggio trasmesso dalla tv del Qatar Al Jazeera, nel quale Ayman al- Zawahiri, secondo in comando di Osama Bin Laden, denuncia la Regina d' Inghilterra quale responsabile per le "leggi crociate" adottate dal Regno Unito e la indica quale uno dei piu' "pericolosi nemici dell' Islam". Di qui la necessita' dell' invio sull' isola di un team composto da personale di Scotland Yard e del M.I.5, allo scopo di lavorare a stretto contatto con il Security Service maltese, onde individuare e neutralizzare un' eventuale minaccia alla sicurezza del vertice. Quale ulteriore misura di sicurezza, Whitehall ha predisposto l' invio sull' isola della portaerei HMS Illustrious. A bordo, oltre al personale usuale, anche operatori dello Special Boat Service della Royal Navy, in ruolo controterrorismo e pronti al dispiegamento immediato tramite elicottero.

 


Operatori dello S.A.G. e dei servizi di sicurezza britannici impegnati in servizio di protezione ravvicinata nel corso della visita della Regina Elisabbetta preso la Valletta



Da parte maltese, il Malta Police Corps ha impegnato tutti i suoi 1.700 membri, oltre ad undici agenti in pensione, i quali hanno accettato di vestire nuovamente la divisa in occasione del CHOGM. Le forze di polizia locali hanno comunque avuto esclusivamente il compito di regolare il flusso del traffico (particolarmente in occasione della visita' di Sua Maesta' a la Valletta), ad eccezione degli operatori dello Special Assignments Group, i quali hanno fornito protezione ravvicinata alla Regina, unitamente al personale britannico.

 

 

Operatori della C (Special Duties Company) ripresi presso il Mediterranean Conference Center di Valletta. Il militare e' armato di pistola mitragliatrice Heckler&Koch MP5 in cal.9mm

 



Ufficiale ed operatore della C (Special Duties Company) dispiegati presso il Mediterranean Conference Center di Valletta. Uno dei militi e' munito di pistola mitragliatrice Heckler&Koch MP5 in cal.9mmLa "parte del leone" nelle operazioni di sicurezza e' stata invece ricoperta dagli uomini dell' Armed Forces of Malta (A.F.M.), comandati dal Generale Carmel Vassallo. Pur con le esigue risorse a propria disposizione, le forze armate sono state in grado di portare a termine con professionalita' tutti i compiti loro assegnati. Oltra ad aver posto a disposizione dei Capi di Stato 60 militari con il ruolo di autisti, l' A.F.M. ha dispiegato il proprio personale in numerose aree sensibili, assicurando la presenza di ben due cordoni di difesa attorno al Malta International Airport, il piu' esterno dei quali si estendeva fino ad incorporare le aree di Delimara e Birzebbuga, oltre che tutte le rotte d' accesso alla struttura aeroportuale, la quale era inoltre costantemente sorvegliata dal cielo grazie agli apparecchi dell' Air Squadron. Tra il personale posto a sorveglianza dell' aeroporto, anche i tiratori scelti della C (Special Duties) Company del 1st Regiment, dispiegata a piu' riprese in diverse aree a supporto delle forze di polizia. La protezione ravvicinata del Primo Ministro britannico Tony Blair e' stata affidata al Revenue Security Corps (R.S.C.) del 3rd Regiment. Un totale di 260 uomini tra militari e poliziotti e' stato assegnato ai capi di Stato con compiti di protezione, mentre 400 elementi sono stati dispiegati a Golden Bay a difesa dell' hotel ove allogiavano le delegazioni. Letteralmente dislocato nel mezzo del nulla e posto a ridosso di una scogliera, la struttura alberghiera non ha presentato particolari problemi di difesa, a causa degli ampi spazi aperti circostanti. Mentre e' certo che gli incursori del Rapid Deployment Team (R.D.T.) del 2nd Regiment Maritime Squadron si trovavano in stand by a bordo di un' unita' navale nelle acque prospicienti la baia, appare verosimile che ulteriore personale di sicurezza delle forze armate del Commonwealth incrociasse nelle stesse acque, a bordo di imbarcazioni veloci. Nelle settimane precedenti al meeting, sembra inoltre che almeno un sottomarino di medie dimensioni sia stato visto incrociare sotto costa. Gli incursori del R.D.T. hanno avuto l' ulteriore compito di assicurare l' incolumita' delle Regina Elisabetta nel corso della visita effettuata presso Birgu giovedi' 24 novembre.

 


Giovedi' 24 novembre 2005, Birgu: gli incursori del Rapid Deployment Team vengono dispiegati a difesa dell' area, nel corso della visita della Regina Elisabetta (Foto © Darrin Zammit Lupi)




Operatori E.O.D. delle Forze Armate impegnati in operazioni di controllo presso Golden Bay (Foto © Chris Sant Fournier)Ma il compito indubbiamente piu' delicato e' stato quello svolto dagli uomini dell' Explosive Ordnance Disposal (E.O.D.), facenti capo al 3rd Regiment. I militari, gia' nei 12 giorni precedenti l' avvio del vertice, sono stati impegnati in accurate operazioni di bonifica dei luoghi preposti allo svolgimento del vertice. Una volta avviati i lavori, l' E.O.D. si e' fatto carico del controllo incessante di tutti gli automezzi impiegati per il trasporto delle delegazioni. Nei giorni del CHOGM, l' A.F.M. ha impiegato praticamente tutti i mezzi e gli uomini a propria disposizione, uno sforzo eccezionale ma che avrebbe potuto non essere adeguato, in caso di un attentato terroristico ai danni delle delegazioni o della popolazione civile. Con 150 dei propri 1.590 membri impiegati in servizi di guardia ai 922 immigrati clandestini rinchiusi nei centri di detenzione, le Forze Armate hanno visto le proprie capacita' operative fortemente diminuite. L' eccezionale afflusso di immigrati illegali nei mesi precedenti il vertice, non ha oltre tutto consentito lo svolgimento di attivita' addestrative atte a preparare adeguatamente i militari al compito, carenza alla quale si e' tentato di supplire qualche settimana prima del vertice, con delle manovre della durata di una manciata di giorni. Nessuna esercitazione di inter operabilita' con i reparti stranieri presenti sul posto e' stata inoltre effettuata, tanto che diversi sono stati i soldati maltesi che hanno espresso preoccupazione in merito alla capacita' di poter lavorare congiuntamente con i colleghi stranieri. "Se qualcosa dovesse succedere, soprattutto in mare e di notte, non c' e' ombra di dubbio che inizieremmo a spararci contro", ha dichiarato un militare dell' A.F.M. lontano dai microfoni della stampa ufficiale. Da parte propria, il Governo si e' sforzato di apparire perfettamente in grado di gestire un evento delle proporzioni del CHOGM, ma non vi e' ombra di dubbio che, con una forza armata fortemente sotto organico (2.200 dovrebbero difatti essere i suoi membri), non sufficientemente addestrata e decisamente mal retribuita (vedasi "Militari: cittadini di serie B?" nel box a fondo pagina), il grosso delle operazioni di sicurezza siano state effettuate dalle forze armate dei Paesi del Commonwealth e ben lontano dalle telecamere dei media locali.

 

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Al Qaeda tra i rifugiati

 

Emblema del Jesuit Refugee Service (J.R.S.)La notizia della scoperta a Malta di materiale addestrativo legato alle attivita' terroristiche di Al Qaeda, e' stata pubblicata dal giornalista locale Karl Schembri, il quale (citando fonti investigative) parla del raid effettuato ad un mese dal CHOGM 2005 in un appartamento ubicato presso Saint Paul' s Bay ed all' interno del quale avrebbe vissuto per circa un anno un immigrato sudanese. Giunto illegalmente sull' isola di Malta, l' uomo (dall' apparente eta' di una ventina d' anni) ha beneficiato dello status di rifugiato per motivi umanitari per oltre un anno. La presenza nello stabile (unitamente ad un manuale per la preparazione e la conduzione di attentati) di mappe e video addestrativi, puo' far propendere per l' ipotesi che il terrorista utilizzasse l' appartamento per attivita' di reclutamento tra la comunita' islamica locale, la quale, a causa del sempre maggiore afflusso di immigrati illegali, ha visto un marcato aumento dal 2004 ad oggi. Al momento del raid, il terrorista non si trovava in casa, in quanto apparentemente fuggito alla volta dell' Italia. Il Governo nazionalista di Lawrence Gonzi si e' affrettato a smentire la notizia, affermando come nessuna operazione del genere sia mai stata effettuata su suolo maltese, ma tutto fa propendere verso un vero e proprio cover up. Almeno quattro sono infatti i motivi per i quali le autorita' locali non desidererebbero che l' opinione pubblica sia messa a conoscenza di un simile fatto:

 

- la necessita' di dover dare l' impressione che il Governo in carica sia in grado di mantenere la sicurezza sull' isola e che questa sia un luogo sicuro per lo svolgersi di un meeting tra capi di Stato.

- la necessita' di non imbarazzare la Curia locale (la quale, trattandosi ufficialmente di un rifugiato, pagava l' affitto dell' appartamento del terrorista) ed il Jesuit Refugee Service (J.R.S.) ad essa legato e che prestano entrambi assistenza agli immigrati clandestini ed ai rifugiati. Il J.R.S. fornisce gratuitamente ai rifugiati telefoni cellulari che non possono essere monitorati dalle autorita' competenti e che vengono spesso impiegati dagli immigrati per porsi in contatto con i propri familiari e farli giungere illegalmente sull' isola. Emblematico, a tal proposito, il caso della donna somala a conoscenza del fatto che il marito fosse su di un' imbarcazione di clandestini diretta verso Malta (la storia e' stata pubblicata sul Times of Malta del 13 giugno 2006). Interessante anche notare come numerosi membri del Governo in carica (tra cui lo stesso Primo Ministro Lawrence Gonzi), abbiano da giovani ricevuto la propria educazione presso scuole gesuite.

- la necessita' di mantenere l' ordine pubblico e di dimostrare l' efficacia delle politiche di accoglienza verso gli immigrati illegali. La situazione contingente, vede difatti il Governo in carica in enormi difficolta' nel far accettare alla popolazione la convivenza forzata con gruppi etnici aventi valori e stili di vita completamente opposti alla cultura locale. Tale azione di integrazione forzata, ha spinto le autorita' ad adottare misure spesso limitative della liberta' di espressione personale, con l' arresto di elementi facenti parte di formazioni politiche contrarie alla presenza dei clandestini (e' il caso degli arresti operati ai danni dei membri del fourm Viva Malta) e l' avvio di una persistente campagna mediatica a favore dell' integrazione e orientata verso la denigrazione dei gruppi di pressione contrari all' accoglienza degli immigrati illegali. Tale azione mediatica si avvale di giornalisti fedeli all' esecutivo in carica, eliminando ogni dubbio in merito all' indipendenza di taluni settori della stampa locale ed esasperando ulteriormente l' opinione pubblica, al 70% espressasi contro la presenza di clandestini e rifugiati a Malta. A partire dall' Ottobre 2005 inoltre, ignoti hanno iniziato a colpire i giornalisti pro immigrazione (unitamente ad esponenti del J.R.S.), per mezzo di azioni incendiarie ai danni delle rispettive proprieta'. Le vittime degli attacchi hanno successivamente puntato l' indice contro i gruppi di destra (a loro dire incitanti all' odio contro immigrati e giornalisti), nel tentativo di sfaldare il largo consenso cui essi godono fra la popolazione. La rivelazione che tra i rifugiati possano nascondersi terroristi islamici, porterebbe quindi all' acuirsi di una situazione gia' altamente instabile, con forti ripercussioni sull' ordine pubblico e pericolosi contraccolpi di carattere politico. Di qui la necessita' di smentire quanto realmente accaduto.

- il quarto e piu' importante punto emerge a seguito dell' intervento di Martin Degiorgio (portavoce del gruppo Alleanza Nazionale Repubblicana) in un' edizione del programma televisivo Bondi Plus andata in onda nella primavera 2006. Il signor De Giorgio, citando l' episodio in esame, non viene difatti smentito dal Commissario di Polizia John Rizzo (seduto al suo fianco) il quale si limita a dire di non poter rilasciare alcun commento a riguardo. Di qui la domanda: come mai il Commissario Rizzo si e' limitato a non commentare (anziche' smentire, come ci si sarebbe aspettato) un episodio che per il Governo non avrebbe mai avuto luogo?

 

I sospetti che ci si trovi dinnanzi ad un' operazione di cover up (per altro piuttosto maldestra), si fanno quindi a parere di For Gallantry sempre piu' forti, anche considerando come l' ombra di Al Qaeda si fosse allungata su Malta gia' almeno a partire dall' Ottobre 2002.


Operatori dello S.A.G. dispiegati presso il Malta International Airport onde garantire la sicurezza delle delegazioni in arrivo (Foto © Matthew Mirabelli)




Militari: cittadini di serie B?

 

Operatore E.O.D. intento nel controllo di alcuni fiori recapitati presso il Mediterranean Conference Center della Valletta nel corso del CHOGM 2005 (Foto © Darrin Zammit Lupi)Il CHOGM 2005 ha purtroppo ancora una volta portato alla luce le difficili condizioni nelle quali si trovano a servire i militi dell' A.F.M. Questa volta, ad essere sotto accusa, e' il trattamento economico riservato ai soldati. Nonostante molti dei militari (al pari di alcune unita' del Malta Police Corps) siano stati impegnati in turni di servizio della durata di un' intera settimana, il Governo ha deciso di non concedere loro il pagamento degli straordinari. Tale decisione evidenzia una evidente quanto insensata disparita' di trattamento tra militari e poliziotti, ai quali e' stato invece (come giusto) assicurata un' adeguata remunerazione economica, per le ore di servizio straordinario prestate nel corso del vertice. Ma quanto appena riportato, rappresenta solamente l' ultimo capitolo di una saga che (oramai da diverso tempo) vede l' A.F.M. soffrire di un trattamento penalizzante. Ricordiamo come, solamente nel 2005, numerose attivita' addestrative siano state annullate per mancanza di fondi e uomini, impegnati in servizi di sorveglianza a beneficio delle centinaia di immigrati clandestini che dal 2004 ad oggi si sono riversati nel Paese ad intervalli regolari. La C (Special Duties) Company si e' vista addirittura privare dell' area delegata agli addestramenti boschivi, rasa al suolo onde fare spazio ad un campo di accoglienza per clandestini. Scalpore ha poi destato la vergognosa decisione (risalente all' estate 2005) di privare dei propri letti i militari della A Company, addetti alla sorveglianza aeroportuale. I letti sono infatti stati "donati" dal Governo ai clandestini, che hanno successivamente provveduto a distruggerli nel corso di una rissa tra due distinti gruppi etnici. Per la cronaca, i letti dei militari sono stati sostituiti con delle scomodissime brandine "spacca schiena". Non possiamo in ultimo non menzionare il quasi costante attacco cui l' A.F.M. e' sottoposta dalla rivolta di Safi del 13 gennaio 2005 (vedasi la sezione Attivita' Operative Note della C (Special Duties) Company). Non passa giorno senza che giornalisti che dovrebbero spendere il loro tempo a scrivere di panciere e creme di bellezza maschili e presentatori televisivi che dovrebbero preoccuparsi che la propria mogliettina in partenza da sola per l' estero non riacquisti le minigonne che le sono state tolte dalla valigia, chiedano la rimozione di qualche membro delle forze armate responsabile di aver dato il ben servito ad un gruppo di clandestini senza alcun diritto di permanenza a Malta. L' impressione e' che i militi dell' A.F.M., siano trattati quali cittadini di serie B, con meno diritti di quegli immigrati irregolari che stanno invadendo l' isola, mettendo a repentaglio la sicurezza e la sanita' della popolazione (si veda il caso delle due ragazze maltesi che hanno contratto il virus dell' HIV da un rifugiato e delle due clandestine sieropositive che "esercitano" quali prostitute nei pressi dell' open centre di Marsa). Quel che conforta e' comunque il pieno appoggio di cui godono le forze armate da parte dell' opinione pubblica, un appoggio evidenziato dai dati di afflusso dell' A.F.M. Open Day 2005, il quale ha fatto registrare quasi il triplo dei visitatori rispetto alla precedente edizione. Un importante segno di solidarieta' nei confronti di chi pone costantemente a rischio la propria incolumita' per il bene della collettivita' ed una dimostrazione della futilita' del clima di "caccia alle streghe" instaurato ai danni dell' A.F.M. da giornalisti aventi una ben precisa agenda politica.

 


Sniper / Observer Team della C (Special Duties Company) in servizio di protezione nel corso del CHOGM 2005